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Relazione Equipe medica - Paziente - Famiglia

  • coincidir1
  • 8 ene 2023
  • 2 Min. de lectura

Actualizado: 15 ene

“Non mi piace fare domande al dottore perché ho la sensazione che abbia sempre fretta” “Mi spiega con termini che non capisco” “Mi sono sentito molto bene perché si è preso il tempo per spiegarmi"  "Se io non ho capito quello che ha detto, figuriamoci mio figlio” “Mi vergogno a parlare con il dottore”


Svolgendo la propria attività in un contesto umano, l’equipe medica deve interessarsi a stabilire e mantenere con il paziente e la sua famiglia una relazione interpersonale profonda, solidale ed empatica. In COINCIDIR sosteniamo i professionisti della salute nella revisione e nello sviluppo delle loro abilità psicologiche per favorire il legame con i loro assistiti e prevenire o trattare l’esaurimento lavorativo.



“Come reagisco in generale di fronte a situazioni stressanti? In che modo faccio lo stesso con i pazienti? Come reagisco di fronte al dolore dell’altro?”

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Approfondiamo le loro riflessioni riguardo alla propria esperienza quotidiana con la malattia e la morte:

 

  1. La suscettibilità a cui sonoesposti a causa di sentimenti come frustrazione, tristezza, senso di colpa, ansia, depressione, sensazione di impotenza, rabbia, incertezza, paura, impotenza.


  2. La situazione di proiezione quando il paziente è uno specchio delle proprie emozioni e reazioni.


  3. I temi come: identità, appartenenza, soluzione dei problemi, ecc.


  4. L’accettazione dei propri limiti legati all’ostinazione terapeutica (prolungamento ingiustificato di pratiche diagnostiche o terapeutiche che non beneficiano il malato in termini di guarigione e qualità della vita).


  5. L’impegno e la competenza professionale, l’etica e la compassione per evitare sfiducia e isolamento.


  6. La comunicazione delle informazioni (causa, sintomi, trattamento, processo, prognosi), con la cura dell’ambiente, l’uso di parole semplici, il rispetto della decisione del paziente di voler sapere o meno la propria condizione per prevenire l’angoscia che tale informazione può generare a breve, medio e lungo termine.


  7. L’utilizzo di frasi empatiche: "capisco che non è facile ciò che state passando", "so che questo è nuovo per voi, pian piano lo comprenderete", "possiamo riparlarne"," "scrivete i dubbi e commentateli nella prossima visita"; probabilmente sarà necessario ripetere l’informazione perché la negazione rende difficile elaborarla oppure la trasforma, ma il tempo investito eviterà malintesi.


  8. La considerazione del paziente migliorando la comunicazione assertiva.


  9. L’integrazione del proprio team migliorando la comunicazione tra i membri (verbale e non verbale).


  10. I sintomi del logoramento lavorativo (stanchezza cronica, intolleranza con pazienti e colleghi, disinteresse per il lavoro, stress, irritabilità o depressione) e i fattori di rischio (ambientali, organizzativi, istituzionali, di gruppo e personali).

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