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Lutto per morte

  • coincidir1
  • 8 ene 2023
  • 2 Min. de lectura

Actualizado: 14 ene

Il lutto viene identificato come un’esperienza reattiva e multidimensionale in seguito alla cessazione della relazione fisica con un’entità significativa, il cui processo conduce all’adattamento in un nuovo mondo interno ed esterno.


È una vissuta di sofferenza psichica intensa che, nel corso del suo processo, implica il riacquisire la percezione di un mondo affidabile, nel quale continuare a funzionare, prendendosi cura degli altri affetti e dei nuovi affetti; il dolore consente un ricordo piacevole..

 


Il lutto comprende una grande quantità di sentimenti, pensieri, sensazioni e condotte che sono attesi a fronte di una perdita (sentimenti di vuoto, solitudine, tristezza, rabbia, colpa, nostalgia, blocco emotivo, irritabilità, pensieri intrusivi, tensione corporea, debolezza, oppressione nel respirare, difficoltà a portare a termine le attività quotidiane), incidendo sulla qualità della vita.

 

La letteratura specializzata documenta che, a seguito dell’impatto emotivo, il lutto può aumentare il rischio di: patologie fisiche (rischio moderato di squilibrio nutrizionale con assunzione superiore o inferiore ai fabbisogni, così come diarrea e stitichezza, malattie arteriosclerotiche, degenerative del cuore, cardiovascolari, trombosi coronarica, infarti del miocardio), mentali (difficoltà di attenzione e concentrazione, specialmente nelle persone anziane, ideazione suicidaria, disturbi psichiatrici e di personalità, alterazioni del ciclo del sonno, aumento del rischio di ricoveri ospedalieri per cause psichiatriche); sociali (condotte a rischio che incidono sulle attività scolastiche, lavorative, familiari, comunitarie).

 

È necessario considerare che, su ogni 200 consultazioni effettuate nella medicina generale di primo livello, 50 sono secondarie a qualsiasi tipo di perdita. Per quanto riguarda la prevalenza del lutto complicato, ogni decesso può colpire in media fino a dieci persone; circa il 53,03% dei dolenti presenta sintomi di complicazione nel proprio processo di lutto e il 79% delle persone che cercano aiuto psicoterapeutico lo sta già attraversando.

Tuttavia, è rilevante menzionare che l’intensità con cui si vive l’esperienza dipende da diversi fattori, quali:

 

●      Relazionali: grado di vicinanza (nucleo primario, secondario, famiglia estesa, acquisita, amicizia); tipo di relazione con il defunto (dipendenza, affettiva, violenza); il ruolo che svolgeva nella vita del dolente.

●      Circostanziali: intorno alla perdita (durata della malattia, disabilità o agonia; improvvisa come nel caso di crimine, incidente, suicidio; se sono stati consentiti i riti).

●      Sociali: rete di supporto (familiare, sociale, istituzionale); contesto del dolente (economia o eredità, religione, occupazione, eventi critici naturali o circostanziali).

●      Fattori fisici e mentali: patologia annessa pregressa o attuale (depressione, stress post-traumatico, ansia; malattie cronico-degenerative, disabilità)

●      Di personalità del dolente: coping, autostima, resilienza

●      Storici: esperienze di altre perdite e stile di risoluzione, assistenza psicologica disponibile

 

Esistono Teorie e Modelli che offrono un importante riferimento per comprendere la complessa dinamica del processo di Lutto, i quali convergono nell’affermare che il lutto è qualcosa che facciamo e non qualcosa che semplicemente accade, sottolineando così il ruolo attivo del dolente durante tutto il processo, alla ricerca del proprio benessere.

 

“La pena che provo vale la pena per l’affetto e la gratitudine verso la persona amata per ciò che abbiamo condiviso”

 

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