Lutto per suicidio
- coincidir1
- 1 jun 2025
- 2 Min. de lectura
Actualizado: 14 ene
Vivere dopo l'esperienza del suicidio è una perdita diversa perché oltre a tutta la sofferenza che si sperimenta dopo una morte “convenzionale”, la persona cara che se n'è andata... ha scelto di andarsene; e questo fatto provoca un'ardua battaglia contro sentimenti spiacevoli estremi perché è accompagnata da molteplici domande (nella maggior parte dei casi senza risposta).
Per i dolenti di una perdita così, è importante almeno tentare di scoprire le ragioni che hanno portato a una tale decisione, tuttavia, è importante ricordare che il suicidio ha una multicausalità: sebbene sia vero che potrebbe esserci stato un evento “catalizzatore” (la rottura di una relazione, la perdita di un impiego, la diagnosi di una malattia, ecc.), è probabile che sia stata solo “la goccia che ha fatto traboccare il vaso” e che dietro la sua decisione ci fossero condizioni che l'hanno favorita (depressione, alcolismo, tossicodipendenza, impulsività, inespressività, insicurezza, solitudine, rabbia, disperazione, sentimento di non appartenenza, colpa, stress cronico, ecc.), per cui si raccomanda di non attribuire a qualcosa o a qualcuno la responsabilità assoluta.

La meta principale del suicidio non è terminare con la vita, bensì terminare con la sofferenza per cui le persone che hanno posto fine alla loro vita hanno considerato che morire fosse un'alternativa meno criticabile del vivere, anche se per il resto del mondo sia: una soluzione permanente a un problema temporaneo. Si suggerisce che i dolenti non tentino di “mettersi nel luogo emotivo” della persona cara per empatizzare con la sua sofferenza, perché non si trovano nelle stesse circostanze né con le stesse risorse emotive tali da riuscire a comprenderlo. È benefico ricordare che i problemi che sono risolvibili per alcuni sono più complessi per altri e mettere in discussione il sentire e il pensare della persona che si è privata della vita potrebbe risultare frustrante.
È naturale e atteso per l'essere umano cercare certezze, e ancora di più quando si tratta di ciò che è accaduto alla nostra persona amata, ciò nonostante cercare permanentemente spiegazioni esatte per capirlo nella sua totalità può essere una fonte inesauribile di sofferenza che, lungi dall'apportare benessere, potrebbe frenare l'accettazione del fatto che nulla cambierebbe l'accaduto.
L'approccio psicoterapeutico con i dolenti include strumenti per gestire:
● Stigma per il giudizio sociale
● Ambiguità tra voler ricevere supporto sociale, ma allo stesso tempo isolarsi
● Interpretazione di note postume (se ce ne sono state)
● Sentimenti come la colpa, rabbia, abbandono, frustrazione, ecc.
● Alternative per continuare a essere legati alla persona cara privilegiando ricordi amorevoli




